17. Archeologia e propaganda

Le notizie contraddittorie sulla connotazione di Trento come centro dei Reti o dei Galli hanno alimentato, a partire dal Rinascimento, un acceso dibattito fra storici ed eruditi, dapprima incentrato esclusivamente sull’esegesi delle fonti antiche e quindi, dall’Ottocento in poi, grazie al fiorire della disciplina archeologica, anche sull’analisi dei ritrovamenti archeologici.

Nel quadro delle tensioni ideologiche, politiche e nazionalistiche che hanno tragicamente segnato il Trentino e l’Alto Adige fra i due conflitti mondiali, queste dispute sulla fisionomia etnica delle popolazioni alpine prima del dominio di Roma, non di rado sono state soggette a strumentalizzazioni e forzature. Il riconoscimento di originarie radici italiche o, sul versante opposto, di legami con il mondo celtico transalpino, poteva infatti offrire delle basi ‘storiche’ per legittimare le rivendicazioni territoriali nazionalistiche. Con il fascismo fu il mito civilizzatore di Roma ad essere esaltato come fondamento dell’identità italiana.

L’artificiosa contrapposizione di opinioni sulla matrice mediterranea o celtica delle popolazioni insediate nell’area retica si è superata solo dopo la Seconda guerra mondiale, grazie alla progressiva definizione dei tratti peculiari della Cultura di Fritzens-Sanzeno o retica, riconosciuta come un aspetto culturale autonomo di carattere regionale, aperto a influssi esterni, in primo luogo etruschi e celtici.

Fra l’Ottocento e gli inizi del Novecento la ricerca sulle ‘origini’ condotta da intellettuali che contribuirono a far nascere il Museo Civico di Trento e che nella maggior parte dei casi erano partecipi delle aspirazioni irredentistiche fu spesso indirizzata, in modo più o meno consapevole, a dimostrare l’italianità del territorio trentino anche prima del processo di acculturazione romana. Fra questi protagonisti della vita politica e culturale del tempo spicca la figura del podestà di Trento conte Benedetto Giovanelli (1775-1846) cui si deve il primo nucleo collezionistico archeologico del Museo Civico di Trento (oggi conservato nel Castello del Buonconsiglio) che comprende anche la cosiddetta «situla di Cembra» (s 25), prodotto locale erroneamente considerato di manifattura etrusca. F.M.

Bibliografia

M. Gualand i Genito, Le lucerne antiche del Trentino (Patrimonio Storico Artistico del Trentino, 11), Trento 1986; G. Salomon, Il dibattito storiografico sulle ‘origini’ dei trentini (1840-1918), in «Archivio trentino», serie V, 48, 1, 1999, pp. 289-324.

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