12. Solidarietà e impresa: le origini del movimento cooperativo

Le difficili condizioni dell’economia trentina nella seconda metà dell’Ottocento, a fronte di una crescita demografica che continuava a mantenersi elevata, si tradussero in un generale impoverimento della popolazione. Se l’emigrazione fu una delle principali conseguenze di questa situazione, la società locale non rimase inerte e mise in atto delle strategie di contenimento della crisi: le maggiori città attuarono politiche di innovazione infrastrutturale, mentre per il miglioramento delle condizioni della popolazione rurale sorsero organismi consortili. I preoccupanti risultati di un’inchiesta ad ampio spettro condotta dalla Dieta tirolese sull’agricoltura del Land indussero nel 1881 la Giunta provinciale, spinta in ciò anche da Vienna, a istituire il Consiglio provinciale dell’Agricoltura, una sezione del quale aveva sede a Trento, con competenza per il Tirolo italiano. Scopo del Consiglio era quello di promuovere l’adozione di pratiche agronomiche più aggiornate, che consentissero di migliorare la produttività, e dunque il reddito del lavoro agricolo. Un obiettivo ambizioso, che poteva essere perseguito solo mediante una forte presenza dell’istituzione sul territorio. Nacquero così i Consorzi agrari distrettuali, organismi che godevano di una certa autonomia e che oltre a fungere da terminale per le iniziative di miglioramento dell’agricoltura promosse a livello provinciale spingevano i contadini a sperimentare gli effetti positivi dell’azione collettiva e a un’assunzione diretta di responsabilità. Protagonisti della diffusione delle conoscenze agronomiche e dei Consorzi furono in molti casi i sacerdoti, che conoscevano da vicino la realtà delle campagne e meglio di altri potevano aiutare a far breccia nella diffidenza che spesso le nuove iniziative suscitavano presso la popolazione rurale. Nell’attività di informazione portata avanti dal Consiglio ci fu anche la diffusione di notizie in merito al movimento cooperativo, in particolare nella forma che questo aveva assunto nei paesi di lingua tedesca sulla base del modello elaborato a partire da metà Ottocento da Friedrich Wilhelm Raiffeisen. Questo prevedeva la responsabilità illimitata dei soci e l’appartenenza degli stessi alla medesima comunità, ovvero la residenza nello stesso paese. Si trattava di uno schema che sembrava trovare un ambiente fertile in una realtà come quella della montagna trentina, in cui l’eredità storica della gestione collettiva dei beni e della solidarietà di vicinato era fortemente radicata. Principali promotori di questo modello in Trentino furono due sacerdoti: don Silvio Lorenzoni, presidente del Consorzio di Cles, e don Lorenzo Guetti, alla guida del Consorzio di Santa Croce (s 5). L’inizio della cooperazione trentina può essere così collocato nel 1890, con la fondazione della Società cooperativa di smercio e consumo con futuro magazzino per generi di prima e comune necessità a Santa Croce, nel comune di Bleggio Superiore nelle Giudicarie, sorta con lo scopo di approvvigionare la comunità di beni di consumo e attrezzi e sementi per l’agricoltura a prezzi più bassi rispetto a quelli praticati dai commercianti privati. Nasceva dunque la cooperazione di consumo, che avrebbe avuto grande diffusione in Trentino con la creazione delle Famiglie cooperative e, nel 1899, dell’organismo di coordinamento di queste ultime, il Sait (Sindacato agricolo industriale trentino). Nel 1892 a Quadra, sempre nel comune di Bleggio Superiore, fu fondata anche la prima Cassa rurale. Tra i problemi che affliggevano l’agricoltura locale all’epoca, il mancato accesso al credito per la popolazione rurale era uno dei più importanti, costituendo un grave ostacolo all’ammodernamento delle aziende contadine: le Casse rurali potevano dare in questo senso un contributo importante. Il movimento cooperativo rispondeva in tal modo a esigenze diffuse nella società trentina, e crebbe rapidamente grazie anche all’azione di esponenti del clero, sostenuti dal nuovo protagonismo sociale della Chiesa tracciato da Leone XIII nell’enciclica Rerum novarum del 1891.

Meno fortuna ebbe invece la cooperazione di impronta liberale, essenzialmente urbana, che pure era nata in Trentino prima di quella cattolica, con la fondazione della Banca popolare di Trento già nel 1867 e della Banca cooperativa di Trento nel 1886, ma che era stata percepita sostanzialmente come un corpo estraneo dalla popolazione rurale.

Nel 1895 nasceva la Federazione delle Casse Rurali e dei Sodalizi Cooperativi della parte italiana della provincia, cui aderirono inizialmente 42 cooperative. Era l’avvio di una lunga storia, segnata dalla diffusione della cooperazione in tutto il Trentino e in diversi settori della vita produttiva: nacquero così le cantine sociali, i forni essiccatoi per bozzoli, i caseifici sociali, le cooperative per la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica e numerosi organismi analoghi in altri ambiti. La chiave di tale successo è da ricercare nella capacità di coniugare l’aspetto dell’autoaiuto e della solidarietà con quello di una gestione economicamente efficiente dell’attività di impresa, e di adattare questa formula alle trasformazioni del contesto economico e sociale. Un percorso non sempre facile, segnato da contrasti interni a volte assai aspri, e da pesanti condizionamenti esterni. Superato il difficile periodo infrabellico, in cui la cooperazione trentina dovette subire il ferreo controllo del regime fascista e gli effetti della Grande depressione, il movimento riprese a crescere nel secondo dopoguerra. Nel 2000 è avvenuta, caso unico in Italia, la storica fusione tra la Federazione e la Lega delle cooperative, di ispirazione socialista, e oggi l’organismo federale raccoglie più di 500 società, continuando a rappresentare una parte importante dell’economia della provincia. A.B.

Bibliografia

A. Leonardi, Per una storia della cooperazione trentina, I: La federazione dei consorzi cooperativi dalle origini alla prima guerra mondiale (1895-1914), Milano 1982.

Invia un contributo

Registrazione

Per inviare un contributo:

  • se sei già registrato, accedi tramite il login qui sotto
  • se non sei registrato, crea un nuovo account per registrarti.