39. La viabilità del Trentino-Alto Adige nelle fonti itinerarie

Si definiscono ‘fonti itinerarie’ alcuni documenti, giuntici in copie fatte in età medievale, che descrivono la viabilità principale dell’Impero romano, elencando di ciascuna strada le tappe più importanti e le varie stazioni di sosta. Ne è un esempio il cosiddetto «Itinerario di Antonino» (Itinerarium Antonini, dal nome dell’imperatore Marco Aurelio Antonino Caracalla, che permette di datare il documento agli anni del suo regno, 211-217 d.C.), dove compare anche Trento, con un duplice ruolo. La città risulta infatti essere la destinazione finale di un ramo stradale della lunghezza totale di 110 miglia (poco più di 150 km), che aveva origine a Opitergium (Oderzo) e raggiungeva Trento passando per Feltria (Feltre) e per Ausugum (Borgo Valsugana: questo tratto da Feltre a Trento costituirebbe l’ultima parte del ramo della via Claudia Augusta che partiva da Altino). Tridento però vi appare anche come tappa a 60 miglia (circa 90 km) da Verona della grande strada che raggiungeva Augusta Vindelicum (Augusta), e che, almeno per il tratto da Verona alla piana di Bolzano, corrispondeva al ramo della via Claudia Augusta proveniente dal Po.

Ma la fonte itineraria più famosa è senz’altro la Tabula Peutingeriana, o «Tavola di Peutinger» – dal nome dell’umanista che ne fu proprietario –, copia medievale di un documento risalente alla metà del IV secolo d.C., consistente in un ‘itinerario dipinto’ (itinerarium pictum), vale a dire in una rappresentazione grafica delle strade e delle principali località dell’Impero, disegnate su di un rotolo di pergamena lungo quasi 7 m. La Tavola però doveva essere ancora più grande (è giunta a noi composta di undici segmenti, mentre in origine doveva contarne almeno dodici), e raffigurava tutto il mondo conosciuto dai Romani (Europa, Asia, Africa), dalle Colonne d’Ercole fino alle estreme regioni orientali al di là dei confini dell’Impero (India, Birmania, isola di Ceylon, Cina).

Poiché tuttavia si trattava di una carta stradale, e non di una carta geografica vera e propria, vi si trova segnalato il sistema viario con le città e le località minori che ne costituivano le tappe principali, mentre l’idrografia e le catene montuose sono rappresentate solo schematicamente; inoltre, per esigenze di consultazione – che avveniva srotolando la pergamena in orizzontale – la realtà geografica risulta deformata da una rappresentazione schiacciata e allungata in senso longitudinale, come si può vedere dal segmento raffigurante la strada che passava per Trento.

Si possono notare l’utilizzo di colori diversi (il rosso per le strade principali, il verde per l’idrografia, il marrone per l’orografia) e di diversi simboli per i centri abitati di vario tipo: mentre Trento (Tredente) è segnalata da due casette, e così pure Verona (le cui casette appaiono tuttavia più alte grazie a un elemento architettonico che sembra sorreggere i due tetti), Aquileia è raffigurata da una cinta di mura turrite che alludono alle dimensioni e all’importanza di quella città.

Nella Tabula Peutingeriana Trento è una tappa – a 62 miglia (93 km) da Verona – della strada che raggiungeva Augusta (Augusta Vindelicum) risalendo la val d’Isarco e valicando al Brennero (e non al Resia). Dopo Trento infatti, e dopo la tappa al «Ponte di Druso» (Pons Drusi) nella piana di Bolzano, la via risaliva il corso dell’Isarco toccando Sublavio (Ponte Gardena) e Vepitenum (Vipiteno), giungendo dunque al Brennero, per poi scendere a Matreium (Matrei) e proseguire verso Augusta. Quanto al tratto Verona-Trento, sono riconoscibili le due tappe di Vennum e di Sarnis, anch’esse corrispondenti ad altrettante stazioni di sosta; la prima, che distava da Verona 18 miglia (ca. 27 km), è collocabile nei pressi di Dolcé- Ceraino; l’altra, a 24 miglia (ca. 36 km) da Verona, doveva trovarsi nei dintorni di Serravalle, dove il toponimo dell’antica stazione sopravvive forse nel nome del torrente Sorne e della località di Sorne. E.M.

Bibliografia

L. Bosio, Itinerari e strade della Venetia Romana, Padova 1970; Via Claudia Augusta. Un’arteria alle origini dell’Europa: ipotesi, problemi, prospettive, Feltre 2002; K. Miller, Die Peutingersche Tafel, Stuttgart 1962; F. Prontera, Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo, Firenze 2003; Imperatoris Antonini Augusti Itineraria Provinciarum et Maritimum, in O. Cuntz, Itineraria Romana, I, Leipzig 1929.

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