27. «Trentino»: genesi e mutamenti di un termine geografico

Quando nasce il concetto geografico e politico di «Trentino»? O, per formulare il quesito in termini forse più corretti: quando si avverte il bisogno di delimitare uno spazio geografico dandogli un nome, Trentino appunto, che fino a quel momento possedeva altri significati?

Iniziamo con il dire che tutte le denominazioni geografiche, dalle più microscopiche a quelle estese, non sono fatte solo di caratteri oggettivi – una lingua comune, dei confini visibili – ma anche di un’esperienza soggettiva della differenza: senza che gli individui abbiano un’immagine precisa dello spazio e lo percepiscano come loro, le identità territoriali non nascono. Questa sembra essere anche la storia del termine Trentino, che sino a fine Settecento viene impiegato per indicare tutt’al più il circondario del capoluogo principesco-vescovile (la pretura di Trento). Di fatto, la storica debolezza della sovranità vescovile e la presenza di numerose giurisdizioni feudali dipendenti dalla contea del Tirolo hanno fatto sì che i trentini (o spesso anche «tridentini») siano semplicemente coloro che abitano in città o nelle immediate vicinanze.

È curioso osservare come di Trentino in un senso simile a quello attuale si parli per la prima volta a Rovereto. Accade che qui, in territorio austriaco, come sappiamo, nel 1778 venga pubblicata una carta geografica in cui il principato vescovile di Trento è rappresentato come annesso alla contea del Tirolo. Nulla di strano, in fondo, poiché una simile raffigurazione avviene un anno dopo l’Accordo fra Pietro Vigilio Thun e l’imperatrice Maria Teresa che attribuisce al Tirolo il controllo su importanti dazi di confine trentini con la Repubblica di Venezia (c IV). Ma la carta suscita la reazione dello studioso roveretano Clemente Baroni Cavalcabò (1726-1796), che pubblica una lettera aperta di protesta affermando che «il Trentino» è «in via politica» soggetto al Tirolo, ma «in via geografica e naturale» è parte dello spazio italiano. Lingua e tradizioni storiche designano la parte meridionale della contea tirolese, incluso quindi anche il principato vescovile, come una «provincia tutta italiana».

Le idee di Baroni Cavalcabò trovano subito un riscontro favorevole negli ambienti culturali e politici del principato vescovile. Il consigliere Ignazio Sardagna (1742-1827) le riprende qualche anno più tardi per usarle polemicamente contro il «dispotismo politico» di Vienna, che sta cercando di introdurre nel territorio vescovile alcune delle sue riforme, prima fra tutte la coscrizione militare obbligatoria.

Il contrasto fra «natura» italiana e «politica» tedesca, tipico del linguaggio tardo-illuminista, definisce per la prima volta il concetto geografico di Trentino; è un’idea che nasce per ‘sottrazione’ da un’entità storicamente più antica, il Tirolo, anzitutto come reazione dei poteri locali ai processi di accentramento avviati dal governo austriaco. Si tratta per ora di una nozione geograficamente vaga, visto che nemmeno i protagonisti di queste polemiche si azzardano a specificarne i confini; si appoggia, inoltre, a criteri più di tipo culturale che politico, e non arriva certo a rivendicare lo scioglimento del nesso di sovranità con la monarchia asburgica. Ma intanto il termine comincia a entrare nel linguaggio corrente. Negli anni dei pur brevi governi francesi (1796-1797 e 1801), i generali delle truppe rivoluzionarie lo usarono più che altro per comodità, in quanto stabiliva un collegamento immediato con la città più popolosa e centrale del loro dominio. Ma quando si insediarono in regione i governi della Baviera (1805-1809) e del Regno italico (1810-1813) il termine Trentino sparì dalla terminologia amministrativa napoleonica: i bavaresi continuarono a chiamare la regione Tirolo, riunendo la sua parte italofona nel Circolo (Kreis) di Trento, mentre durante il periodo della sovranità italica s’istituì un unico grande Dipartimento dell’Alto Adige che comprendeva il Trentino attuale (senza però la zona del Primiero) e il distretto (o cantone) di Bolzano, fino a Chiusa.

Sparito dalle dizioni ufficiali, il Trentino continuò a vivere nei dibattiti letterari. Nel 1806, sotto i bavaresi, Gaudenz’Antonio Gaudenti propose d’introdurre una definizione di compromesso quale «Tirolo italiano», suscitando ancora una volta le critiche di Ignazio Sardagna, che ripropose la dizione di Trentino per tutta l’area del vecchio principato vescovile con l’aggiunta di Bolzano. Scriveva, infatti, Sardagna nelle sue Memorie storiche ed economiche del Trentino, volgarmente detto Tirolo italiano:

«Tutto questo tratto di Paese, che con impropria denominazione chiamasi Tirolo italiano, è parte d’Italia; e per quanto indietro si può andare colle notizie, appartenenza di Trento».

Il vero Tirolo, secondo Sardagna, cominciava al passo del Brennero, mentre il «Trentino (cioè quel Paese che dalla chiusa Italiana sopra Verona si stende fino alla chiusa Tedesca») includeva buona parte dell’attuale provincia di Bolzano, proprio come accadrà di lì a poco nel Dipartimento napoleonico del Regno d’Italia.

Si restò in ogni caso sul piano dei dibattiti letterari, che proseguirono sommessamente anche dopo la ricostituzione dell’unità regionale tirolese, nel 1813, sotto l’egida del governo austriaco, il quale restò fermo nell’impiegare la dizione ufficiale di Tirolo italiano (Welschtirol) per i due Circoli di Trento e Rovereto. Da lì a poco, con l’accendersi delle polemiche nazionalistiche (s 36), la questione di cosa fosse il Trentino sarebbe tornata bruscamente all’ordine del giorno dell’agenda politica. M.B.

Bibliografia

M. Nequirito, Territorio e identità in un’area di frontiera tra Otto e Novecento: il dibattito sul nome ‘Trentino’, in «Geschichte und Region / Storia e Regione», 9, 2000, pp. 49-66; R. Stauber, Tirolesi o italiani? Il discorso degli Agiati sull’identità della patria roveretana (1750-1810), in M. Allegri (ed), L’affermazione di una società civile e colta nella Rovereto del Settecento (Memorie dell’Accademia roveretana degli Agiati), Rovereto 2000, pp. 169-184.

La citazione è tratta da I. Sardagna, Memorie storiche ed economiche del Trentino, volgarmente detto Tirolo italiano, maggio 1806, ms 1195 in Biblioteca comunale di Trento.

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