6. Il mondo dei morti nel Pieno Neolitico: la necropoli de La Vela di Trento

 L’ampio conoide formato ai piedi del monte Bondone dagli apporti del torrente Vela, in prossimità del suo sbocco nel fiume Adige, ha restituito significative testimonianze di diverse fasi di occupazione risalenti ad un arco di tempo esteso fra il Mesolitico (seconda metà dell’VIII millennio a.C.) e l’età del Rame - Antica età del Bronzo (seconda metà del III millennio a.C.). Accanto all’abitato della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata le ricerche condotte dal Museo Tridentino di Scienze Naturali e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici hanno portato alla luce una quindicina di sepolture che permettono di gettare luce sul rito funebre, su aspetti delle relazioni a largo raggio e sull’articolazione sociale delle comunità di agricoltori e allevatori insediate nel bacino atesino nella seconda metà del V millennio a.C.

I defunti venivano deposti in tombe costituite da ciste litiche («cassette» formate da lastre di roccia calcarea), documentate anche in altre località del Trentino, o in fosse racchiuse da recinti di pietre. Gli inumati erano adagiati sul fianco sinistro in posizione rannicchiata o rattratta, con un orientamento costante e con il capo in qualche caso coperto da una sostanza rossa, cinabro od ocra, che doveva rivestire un significato simbolico (s 4). Sono rappresentate sepolture di infante, bambini, maschi e femmine adulte. I corredi di queste ultime e dei bambini sono in genere ricchi e possono comprendere, oltre ai caratteristici contenitori in ceramica con la bocca quadrata, ornamenti – bracciali, collane e cinture – realizzati con perle e cilindri di conchiglie di Spondylus, provenienti dalle zone costiere del Mediterraneo. All’universo maschile si riferisce la dotazione di manufatti propri del cacciatoreguerriero: punte di freccia e lame in selce, asce e scalpelli in pietra levigata (strumenti di lavoro ma utilizzabili anche come armi), beni di prestigio carichi di valenze simboliche in relazione alla posizione sociale.

Contatti culturali a largo raggio sono indicati da manufatti e materie esotiche, come uno scalpello in scisto actinolitico di derivazione nord-alpina, un’ascia in giadeite delle Alpi occidentali, una pintadera (timbro per stampi) e un contenitore in ceramica che trova confronti nella Pianura padana e in area peninsulare. Lo studio attento della composizione dei corredi ha permesso di riconoscere un’articolazione sociale complessa, con le prime forme di differenziazione basate sull’ereditarietà del potere esercitato da uno o due gruppi familiari. F.M.


 

Bibliografia

A. Pedrotti, Il Neolitico, in M. Lanzinger - F. Marzatico - A. Pedrotti (edd), La preistoria e la protostoria (Storia del Trentino, I), Bologna 2001, pp. 119-181; A. Pedrotti, Il Neolitico in Italia settentrionale, in G. Forni - A. Marcone (edd), Storia dell’Agricoltura italiana, I/1: L’età antica. Preistoria, Firenze 2002, pp. 193-204; A. Pedrotti, Il Neolitico in Trentino Alto Adige, in Atti della XXXIII Riunione scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze 2002, pp. 33-44; E. Mottes, I riti funerari della Cultura dei vasi a bocca quadrata, in E. Mottes (ed), Spirali del tempo, meandri del passato. Gli scavi archeologici a La Vela di Trento dal 1960 al 2007, Trento 2007.

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