31. Druso e le guerre retico-germaniche

Nerone Claudio Druso Germanico, figlio di Tiberio Claudio Nerone e di Livia Drusilla, fratello minore di Tiberio (il futuro imperatore, nato nel 42 a.C.), nacque nel 38 a.C., pochi mesi dopo il divorzio dei genitori e il matrimonio della madre con Ottaviano, non ancora Augusto. Benché discendenti dei Claudii Nerones, Tiberio e Druso ebbero presto il ruolo e i privilegi propri di due membri della casata del princeps, la domus Augusta, venendo legittimati a ricoprire cariche pubbliche prima dell’età consentita e ottenendo presto importanti incarichi militari. La loro posizione fu ribadita da matrimoni ‘dinastici’: Druso sposò Antonia, nipote di Augusto (figlia di sua sorella Ottavia e di Marco Antonio), e i figli che ne nacquero – Germanico e Claudio, il futuro imperatore – furono personaggi centrali nella storia del principato.

Nel 15 a.C., poco dopo il suo ingresso nella vita pubblica, Druso fu investito insieme col fratello Tiberio del comando della guerra contro i Reti e i Vindelici; i due, coadiuvati da vari luogotenenti, misero in atto una grande ‘manovra a tenaglia’, con l’obiettivo di accerchiare il nemico attaccandolo su due fronti. La stessa tattica sarebbe stata successivamente applicata con successo nelle campagne germaniche del 12-9 a.C. Druso mosse dall’alta valle dell’Adige (vi era giunto forse da sud, cioè da Verona-Trento, o forse da est, cioè da Aquileia-Bressanone), dove divise il suo esercito in due colonne: una risalì la valle dell’Isarco fino al Brennero e discese nella valle dell’Inn, sconfiggendo le popolazioni alpine degli Isarci (stanziati in val d’Isarco), dei Breuni (che occupavano entrambi i versanti del passo del Brennero) e dei Genauni (stanziati nella bassa valle dell’Inn). L’altra colonna seguì il corso dell’Adige per tutta la val Venosta e ne sconfisse gli abitanti, i Venosti, quindi, valicato al passo di Resia, attraversò la valle del Lech per raggiungere anch’essa l’Inn. Avanzando lungo questo secondo percorso le truppe di Druso costruirono la strada che sarebbe stata in seguito denominata via Claudia Augusta.

Tiberio mosse invece da ovest, dalla Gallia elevetica, e sconfisse i Vindelici nei pressi di Basilea e del lago di Costanza; poi si ricongiunse con l’esercito del fratello e insieme attaccarono la Vindelicia, avanzando fino alle sorgenti del Danubio, dove ottennero l’ultima e definitiva vittoria sui Vindelici.

Anche se il comando della guerra reticovindelicia era stato assunto congiuntamente dai due fratelli, in due odi scritte poco dopo la sua conclusione il poeta Orazio esaltò il ruolo del solo Druso, forse perché consapevole della predilezione che Augusto da sempre nutriva per lui:

«Così i Reti videro sotto le Alpi / Druso che veniva alla guerra; e i Vindelici – non so / da dove scese il costume / di armare le destre / per tutto il loro tempo / della bipenne delle Amazzoni, / né tutto conoscere è dato – / le turbe a lungo / e largamente vincitrici / ancora vinse / il senno d’un giovane / e seppero / la potenza d’un cuore / e d’un indole bene nutrita / in penetrali felici, / la forza dello spirito paterno / dell’Augusto sui ragazzi / eredi dei Neroni».

«Coi tuoi uomini / Druso abbatté i Genauni senza pace / e i Breuni veloci, demolì i castelli / arroccati sulle temibili Alpi, / aspro, rendendo a un colpo molti colpi. / Subito il primo dei Neroni aprì / la battaglia profonda e scacciò i Reti / inumani con prospera fortuna».

Secondo lo storico Dione Cassio (II-III sec. d.C.), il primato di Druso sarebbe stato solo cronologico, in quanto egli intervenne per primo contro le popolazioni retiche del versante italiano, mentre a Tiberio venne affidata la seconda fase della guerra, quella transalpina:

«Augusto inviò contro di loro [i Reti] dapprima Druso, il quale rapidamente sbaragliò quelli che lo avevano affrontato nei pressi delle montagne tridentine …. In seguito, dopo che furono cacciati dall’Italia ma stazionavano ancora in Gallia, [Augusto] inviò anche Tiberio. Dunque, entrambi attaccarono congiuntamente la regione, sia personalmente sia per mezzo dei loro luogotenenti …».

Invece lo storico Velleio Patercolo, vissuto durante il regno di Tiberio e a lui devotissimo, gli assegna in esclusiva la gestione della guerra contro i Reti e il merito della vittoria, riducendo Druso al ruolo subalterno di un semplice ‘aiutante’ (adiutor):

«Dopo che Tiberio Nerone ebbe fatto rientro, Cesare Augusto decise di metterlo alla prova con un’impresa militare di notevole responsabilità, dandogli come collaboratore il suo stesso fratello Druso Claudio, che Livia aveva dato alla luce nella casa di Cesare Augusto. Sicché l’uno e l’altro, divisi i compiti e le forze, attaccarono i Reti e i Vindelici: dopo avere espugnato molti castelli e città, e combattuto con successo anche in battaglia campale, sconfissero – più con grave rischio che con effettive perdite dell’esercito romano, ma con grande spargimento di sangue nemico –, delle popolazioni rese forti dai loro luoghi impervi, inaccessibili, numerosissime, selvagge e crudeli».

Più equilibrata appare la versione del suo contemporaneo Strabone, che in un passo databile al 17-18 d.C. attribuisce le imprese alpine a entrambi i fratelli:

«In una sola estate, Tiberio e suo fratello Druso fecero cessare tutte queste continue e sfrontate scorrerie, cosicchè sono oramai trentatre anni che [Reti, Norici e Taurisci] se ne stanno tranquilli e pagano regolarmente i tributi».

Dopo le guerre retiche, nel 13 a.C. Druso fu inviato come legato di Augusto in Gallia, dove diresse le operazioni militari contro le tribù del Reno e si spinse fino all’Ems, al Weser e all’Elba; fra il 16 e il 13 a.C. promosse la costruzione di una grandiosa rete di fortificazioni difensive, alcune delle quali costituirono il primo nucleo di importanti città (ad esempio, Augusta Vindelicorum, Augusta Treverorum, Mogontiacum, oggi rispettivamente Augusta, Treviri, Magonza). Nel 12 a.C. guidò una prima campagna in Germania, culminata con una spedizione navale lungo le coste del mare del Nord; l’anno successivo una seconda campagna germanica, con operazioni fra i fiumi Reno e Weser, portò alla sconfitta delle popolazioni locali: questi successi gli procurarono il titolo di ‘comandante supremo’ (imperator), gli onori trionfali e l’appellativo onorifico (cognomen ex virtute) di «Germanico» (Germanicus), trasmissibile ai suoi discendenti. Nel 10 a.C. Druso riprese a operare fra Germania e Gallia, alternando attività militari e di governo. Rientrato brevemente a Roma, dove venne eletto console, ne ripartì per tornare sul fronte reno-danubiano, e da qui nel 9 a.C. promosse una nuova spedizione verso il fiume Elba; ma, caduto da cavallo, morì per i postumi delle ferite riportate. Tiberio organizzò il trasporto del corpo del fratello a Roma, dove gli furono tributati tutti gli onori che competevano a un membro della famiglia imperiale.

Oltre che dalle legioni che avevano combattuto con lui, grande devozione per la memoria di Druso fu manifestata da suo figlio Claudio, il quale, salito al trono (41 d.C.), riprese e completò la politica ‘alpina’ promossa da Augusto di cui Druso era stato il principale esecutore. Fra le varie iniziative di Claudio vi fu la sistemazione della strada che suo padre aveva tracciato per valicare il passo di Resia: lo attestano due iscrizioni simili (una rinvenuta a Rablà in Alto Adige, l’altra a Cesiomaggiore nel Feltrino), nelle quali l’imperatore afferma orgogliosamente di avere costruito (o meglio, prolungato e attrezzato) la via Claudia Augusta, così detta in quanto costruita durante il suo principato ma già tracciata al tempo di Augusto proprio sotto la guida del padre di Claudio, Druso, nel corso della guerra che aveva finalmente consentito di aprire e valicare le Alpi (s 32). E.M.

Bibliografia

Orazio, Odi, IV, 4, 17-28, e IV, 14, 8-16, trad. di E. Mandruzzato; Cassio Dione, Storia romana, LIV, 22, 3-4; Velleio Patercolo, Storia romana, II, 95, 1-2; Strabone, Geografia, IV, 6, 9.


L’ideazione di questa scheda si deve a Giordano Gelmi, che qui si ringrazia.

Invia un contributo

Registrazione

Per inviare un contributo:

  • se sei già registrato, accedi tramite il login qui sotto
  • se non sei registrato, crea un nuovo account per registrarti.