5. Alcide De Gasperi

Di umili origini, Alcide De Gasperi nacque a Pieve Tesino nel 1881. Trascorse la giovinezza tra la Valsugana e Trento, dove studiò al Collegio arcivescovile e conseguì la maturità classica presso il ginnasio-liceo. Fin dalla giovane età partecipò alle attività del movimento cattolico trentino e, sotto l’egida del futuro vescovo Celestino Endrici, fu indirizzato alla carriera intellettuale per competere con le forze politiche laiche sul terreno del dibattito culturale. Iscrittosi alla Facoltà di Filologia di Vienna grazie a una borsa di studio, venne in contatto con le organizzazioni cattoliche austriache e iniziò a manifestare un saldo interesse per l’azione sociale e l’impegno politico. Presidente degli universitari cattolici trentini (1902), iniziò una vivace attività di agitazione politica e culturale nel Tirolo italiano. Forte di una religiosità robusta e poco incline al radicalismo clericale, divenne rapidamente una delle figure di maggior rilievo del movimento cattolico locale. Nominato a soli venticinque anni direttore de «La Voce cattolica» (che in seguito cambiò nome in «Il Trentino»), inaugurò un’intensissima attività pubblicistica, che rimarrà a lungo parte integrante della sua azione politica. Tra i promotori dell’Unione politica popolare del Trentino, fu eletto al consiglio comunale di Trento (1909), al Parlamento di Vienna (1911) e alla Dieta di Innsbruck (1914).

In entrambe le attività, quella giornalistica e quella parlamentare, difese vigorosamente le istanze nazionali della popolazione trentina, senza peraltro mettere in discussione la legittimità dell’autorità imperiale asburgica. Interprete di una militanza religiosa intesa come strumento di costruzione di una rin- novata identità politico-culturale, promosse un programma politico nazionale ben condensato nello slogan «Cattolici! Italiani! Democratici!».

Impegnato nel corso del primo conflitto mondiale in attività di difesa e assistenza dei profughi trentini, come il collega parlamentare Enrico Conci si schierò apertamente, negli ultimi mesi del conflitto, in favore del passaggio del Trentino al Regno d’Italia. Nell’immediato dopoguerra si spese, nel quadro di una visione regionalistica dello Stato, per una soluzione autonomistica e non centralistica dell’annessione e partecipò alle vicende del nascente Partito popolare italiano di Luigi Sturzo. Membro del Consiglio nazionale del partito (1920), fu eletto alla Camera dei deputati nel 1921. Pronunciatosi in favore dell’ingresso dei popolari nel primo governo Mussolini, dovette riconoscere ben presto i limiti della linea di collaborazione con la politica fascista e l’impossibilità di una sua normalizzazione, divenendo un aperto oppositore del disegno autoritario mussoliniano. Nominato segretario del Partito popolare italiano nel 1924, fu tra i protagonisti della secessione dell’Aventino con cui numerosi parlamentari si opposero, nei giorni del delitto Matteotti, alla deriva autoritaria della vita politica italiana

 Affermatosi compiutamente il regime fascista in una cornice di provvedimenti liberticidi, De Gasperi fu oggetto di limitazioni e vessazioni. Costretto ad abbandonare la direzione de «Il nuovo Trentino» (il quotidiano del popolarismo trentino così ribattezzato nel dopoguerra) e a lasciare la segreteria del partito, fu arrestato nel 1927 per tentato espatrio. Condannato a quattro anni di carcere, ridotti in appello a due anni e sei mesi, ottenne la grazia nel luglio del 1928 dopo alcuni mesi di detenzione. Pur lontano dalla vita politica attiva, i tardi anni Venti e tutti gli anni Trenta non furono infruttuosi. Ottenuta (non senza lunghe sofferenze) una modestissima occupazione come impiegato alla Biblioteca Vaticana, nel corso del lungo ‘esilio interno’ promosse un’intensa attività pubblicistica e saggistica dai toni larvatamente antifascisti, con cui tentò di salvaguardare i semi dell’esperienza politica del popolarismo in attesa del ripristino dell’ordine democratico.

Promotore, nella piena segretezza, di un rinnovato progetto politico di marca cristiana, divenne nei primi anni Quaranta leader della Democrazia cristiana (Dc), di cui definì il profilo ideologico. Fermo sostenitore della politica del Comitato di liberazione nazionale e segretario della Dc (1944-1946), fu uno dei protagonisti della rinascita democratica del dopoguerra. Ministro degli Esteri nei governi Bonomi e Parri (1944-1945), De Gasperi fu nominato per la prima volta nel 1945 presidente del Consiglio dei ministri, guidando il paese verso il passaggio alla forma repubblicana e prendendo parte a delicate operazioni di politica internazionale (la Conferenza di pace di Parigi, il viaggio negli Stati Uniti) che favorirono il reinserimento della neonata Repubblica italiana nel consesso internazionale e ne orientarono la politica in chiave filo-occidentale. Insieme al ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber concluse nel settembre 1946 l’Accordo che sancì la tutela della minoranza sudtirolese e pose le basi dell’assetto autonomistico del Trentino-Alto Adige

 Dal 1945 al 1953 fu a capo di otto governi e guidò la ripresa democratica ed economica dell’Italia appena riemersa dalla tragica esperienza del secondo conflitto mondiale. Leader del partito democristiano, lavorò per renderlo la maggiore forza politica italiana. Al fine di garantire stabilità ai propri governi aprì ad alleanze con i partiti di centro, definendo una proposta politica più attenta all’attività di governo che non alla costruzione di una moderna struttura partitica

L’azione politica degasperiana si caratterizzò per un approccio realista e antiretorico, ma non fu affatto insensibile al fascino delle idee. Alla severità e alla compostezza della sua immagine pubblica si accompagnarono una forza morale e una spinta ideale che esprimevano una spiccata etica della responsabilità. Il percorso politico di De Gasperi autentico «uomo di Stato» si chiuse nell’estate del 1954 a Sella Valsugana, non prima di aver dedicato gli ultimi significativi sforzi del proprio impegno pubblico all’edificazione di un’«Europa unita nella pace», di cui gettò le basi insieme al ministro degli Esteri francese Robert Schuman e al cancelliere tedesco Konrad Adenauer. M.C.

Bibliografia

P. Pombeni, Il primo De Gasperi: la formazione di un leader politico, Bologna 2007; P. Craveri, De Gasperi, Bologna 2006; inoltre, i contributi introduttivi di P. Pombeni, G. Vecchio, G. Formigoni e P. Ballini in A. De Gasperi, Scritti e discorsi politici, 10 tomi, Bologna 2005-2009.

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