6. Lorenzo Guetti

Il padre della cooperazione trentina nacque  a Vigo Lomaso, nelle Giudicarie, il 6 febbraio 1847, in una famiglia assai modesta. Le difficoltà della vita nelle campagne della parte  più meridionale del Tirolo della seconda  metà dell’Ottocento facevano dunque parte  dell’esperienza esistenziale di Lorenzo Guetti,  che fu indirizzato, come accadeva spesso  ai figli dotati di famiglie con scarse disponibilità  economiche, agli studi seminariali,  completati con l’ordinazione sacerdotale il  31 luglio del 1870. Assegnato come cappellano  alla parrocchia di Terragnolo, dovette  subito confrontarsi con la difficile situazione  di una realtà segnata dalla povertà e dalla  pellagra. E fu a Terragnolo che iniziò la sua  attività a favore della promozione economica  delle popolazioni rurali trentine, entrando a  far parte del locale Comizio agrario, una  struttura che doveva favorire la diffusione  di pratiche agronomiche più razionali. Nel  1878 don Lorenzo Guetti fu nominato curato  di Quadra, frazione di Bleggio Superiore,  dove sarebbe rimasto quindici anni. La sua  sensibilità per le condizioni materiali della  popolazione locale lo portò a occuparsi di  un fenomeno in quel momento in fortissima  crescita in tutto il Trentino, ossia l’emigrazione,  che analizzò raccogliendo importanti  dati statistici, pubblicati nel 1888. Nel 1883  era diventato vice-presidente del Consorzio  agrario distrettuale di Santa Croce (ne  avrebbe assunto la presidenza nel 1888), e  aveva cominciato a partecipare alle riunioni  degli organi direttivi provinciali presso la  sezione di Trento del Consiglio provinciale  dell’Agricoltura, organismo istituito due  anni prima dall’amministrazione tirolese per  fronteggiare i gravi problemi dell’agricoltura  del Land. Fin dai suoi esordi, il Consiglio  aveva svolto un’azione informativa sulla  cooperazione, in particolare sul modello  raiffeiseniano venutosi ad affermare nel  modo di lingua tedesca, che prevedeva  cooperative a responsabilità illimitata dei  soci circoscritte a un singolo paese. Il 28 settembre  1890 veniva fondata a Santa Croce,  sempre nel comune di Bleggio Superiore, la  Società cooperativa di smercio e consumo  con futuro magazzino per generi di prima  e comune necessità, sorta con lo scopo di  favorire l’approvvigionamento collettivo di  beni primari, aggirando così l’intermediazione  dei commercianti privati. Era l’inizio  della cooperazione di consumo, che avrebbe  poi avuto nelle Famiglie cooperative – nome  scelto dallo stesso don Guetti – le principali  protagoniste su tutto il territorio trentino.  A due anni di distanza, il 15 dicembre 1892  nasceva a Quadra, sempre sotto l’egida di  Guetti, la prima Cassa rurale del Trentino.  Oltre che infaticabile promotore del miglioramento  dell’agricoltura trentina e della  diffusione della cooperazione, che perseguì  anche attraverso un’intensa attività pubblicistica,  don Guetti partecipò attivamente  alla vita politica provinciale. Dal 1891 al  1897 fu eletto alla Dieta tirolese, senza però  prendere parte alle sedute, aderendo così  alla protesta di altri deputati trentini contro  la scarsa attenzione riservata alla questione  dell’autonomia; fu anche eletto al Consiglio  dell’Impero di Vienna nel 1897. Nel giugno  1893 fu trasferito come curato – non sarebbe  mai diventato parroco – a Fiavé, dove  diede vita alla locale Cassa rurale. Con la  crescita del numero delle cooperative – una  forma associativa che pareva rispondere a  bisogni emergenti nella società trentina – si  pose la questione di un organo di coordinamento  per il movimento, organo già attivo  dal 1892 nel Tirolo tedesco. Il 20 novembre  1895 nasceva così la Federazione delle Casse  rurali e dei sodalizi cooperativi della parte  italiana della provincia, presieduta dallo  stesso don Guetti. Il quale di lì a poco si  fece promotore della creazione di una cassa  centrale per le casse rurali, che prese il nome  di Banco di San Vigilio.

Proprio intorno a tale istituzione nacquero,  con il II Congresso della Federazione del  luglio 1897, i primi dissidi interni al mondo  della cooperazione. La polemica tra «neutri»  e «confessionali» verteva sull’opportunità  che gli organismi cooperativi promossi dal  locale movimento cattolico si dichiarassero  apertamente come tali. Guetti riteneva che  in una società a forte impronta cattolica  come quella trentina ciò fosse superfluo, e  che la cooperazione dovesse essere aperta a  tutti gli uomini di buona volontà. Ma la sua  era una posizione che in seguito sarebbe  stata messa in minoranza, e il Banco, pur  fondato nel 1897, non entrò mai in attività.  Nel 1899, invece, il Comitato diocesano  di Azione cattolica diede vita alla Banca  Cattolica, che avrebbe assunto la funzione  di banca di riferimento per le Casse rurali.

Don Lorenzo Guetti morì a soli 51 anni, il  19 aprile 1898. Con la sua attività diede un  impulso decisivo alla nascita di un movimento  che avrebbe giocato un ruolo importante  nello sviluppo economico e sociale del  Trentino. A.B.

Bibliografia

E. Agostini, Lorenzo Guetti: la vita e le opera nella realtà trentina del secondo Ottocento, Padova 1985; A. Leonardi (ed),  Lorenzo Guetti: un uomo per il Trentino, Trento 1998; M. Neri - L. Imperadori (edd), Le stagioni della solidarietà: cronache  di don Lorenzo Guetti tratte dal Bollettino di Trento del Consiglio provinciale d’agricoltura dal 1885 al 1893, Trento 19812.     

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