15. Giornalismo e informazione

Lo sviluppo della stampa periodica ebbe nel territorio trentino otto-novecentesco contorni singolari. A colpire è innanzitutto il numero davvero considerevole di testate, fogli, quotidiani e periodici prodotti in una realtà per molti versi marginale rispetto ai principali flussi politico-intellettuali del tempo. Ogni formazione politica e quasi ogni corpo sociale fecero infatti ricorso all’attività pubblicistica per esprimere e far valere le proprie istanze, dimostrando di riconoscere nei nuovi modelli di informazione lo strumento privilegiato per la conquista e il controllo dell’opinione pubblica. La stampa divenne così non solo lo spazio privilegiato di strutturazione del dibattito pubblico, ma un vero e proprio strumento di azione politica. Nel caso dei principali protagonisti della vita pubblica del periodo (si pensi all’abate Giovanni a Prato, ad Alcide De Gasperi o a Cesare Battisti), l’attività giornalistica e quella politica risultarono inscindibilmente legate.

Fin dalla metà del secolo non mancarono in Trentino periodici di informazione di varia natura, animati di frequente da un forte impegno civile e da altrettanto chiari disegni di carattere politico, orientati con frequenza in senso nazionale. Dalla «Gazzetta di Trento» al roveretano «Messaggiere tirolese», dal «Giornale del Trentino» (fondato e diretto nel 1850 da a Prato) fino a «L’Alto Adige» (voluto dal liberale Paolo Oss Mazzurana), sorsero organi di informazione che contribuirono, pur in presenza di limitazioni di ordine politico (le testate potevano essere sottoposte a sequestri, sospensioni e soppressioni) e di censure di varia natura, ad alimentare e influenzare l’opinione pubblica del Tirolo italiano.

Gli sviluppi tecnologici dell’industria tipografica e il miglioramento del sistema distributivo, favorito dall’ammodernamento della rete viaria, facilitarono l’espansione dell’informazione e ne amplificarono la rilevanza, rendendola lo strumento privilegiato di espressione degli orientamenti politici e culturali.

Nel corso degli ultimi decenni del secolo le testate nascevano, morivano o cambiavano di proprietà con una certa frequenza, a testimonianza di uno scenario dell’informazione piuttosto variegato. A Trento furono editi la «Gazzetta» dei fratelli Perini (trasformata nel 1857 in «Gazzetta di Trento»), «La cronaca» (fondata dal barone a Prato nel 1872 e trasformata dopo breve tempo nel «Nuovo giornale del Trentino») (s 3), e «L’osservatore di Trento»; a Rovereto oltre al «Messaggiere» (dal 1863 «Il Messaggiere di Rovereto») sorsero il liberale «Il raccoglitore» (erede del «Messaggiere»), il filo-rosminiano «Il lagarino» (dal 1888 «Il popolo roveretano») e «Il corriere del Leno» (attivo nell’ultimo decennio del secolo); nell’Alto Garda si avvicendarono nell’ultimo scampolo di secolo «Il Benaco», «Il Corriere del Garda», «Il Baldo» e «L’eco del Baldo».

A occupare la scena furono però le testale legate ai maggiori movimenti politici. L’a Prato fondò nel 1868 il ‘giornale politico’ «Il Trentino», che divenne nei primi anni Settanta l’organo ufficiale dell’Associazione nazionale liberale trentina. Il quotidiano si schierò in difesa dei principî di nazionalità italiana del Trentino e, anche a costo di vari sequestri, diede pubblico appoggio ai progetti autonomistici dei deputati liberali. Il declino di questa esperienza editoriale portò alla fondazione nel 1886, dopo anni di assenza di un organo di stampa liberale, de «L’Alto Adige», promosso tra gli altri dai liberali Paolo Oss Mazzurana, Carlo Dordi, Vittorio de Riccabona e Luigi Brugnara.

A metà degli anni Sessanta il movimento cattolico trentino inaugurò il proprio impegno in ambito giornalistico con «L’eco delle Alpi retiche», trasformato nel 1866 nel trisettimanale «La voce cattolica», redatto sotto lo stretto controllo della curia trentina con evidenti finalità antiliberali. Passato sotto la direzione di don Guido de Gentili nel 1897 e divenuto quotidiano, fu affidato per la prima volta nel 1905 a un direttore laico, il giovanissimo Alcide De Gasperi. Mutato nel 1906 il nome in «Il Trentino», andò incrementando la propria diffusione (nei primi anni del secolo si raggiunsero le 12.000 copie) e divenne l’organo ufficiale del partito popolare trentino. Il movimento cattolico affiancò al quotidiano altri periodici, tra i quali ebbe particolare diffusione «Fede e Lavoro», l’organo della Società operaia cattolica che nel 1906 lasciò il posto al settimanale «La squilla».

La stampa socialista fu inaugurata da «L’avvenire », diretto da Antonio Gerin e uscito a Vienna tra la fine del 1895 e la metà del 1896, cui fece seguito, già a partire dallo stesso anno, «L’avvenire del lavoratore», pubblicato dapprima a Rovereto, quindi a Riva e, dal 1910 al 1914, a Trento. Nel 1900 nacque il quotidiano «Il Popolo», fondato e diretto da Cesare Battisti. Nel 1909 figurò per qualche mese tra i collaboratori anche Benito Mussolini, al tempo attivo nel Segretariato trentino del lavoro. Uno strumento di informazione e diffusione culturale particolarmente vivace e moderno fu, anche grazie all’ampio uso della fotografia, il periodico socialista «Vita Trentina», uscito come supplemento de «Il Popolo» dal 1903 al 1911.

Non mancarono, nel sistema giornalistico trentino, testate dagli indirizzi apertamente filo-austriaci, come «La Patria» o il «Risveglio Tridentino» (dal maggio 1916 «Risveglio austriaco»), che in seguito alla soppressione in tempo di guerra di tutti gli altri organi di stampa trentini raggiunse tirature considerevolissime (10.000 copie).

La pubblicistica del tempo si caratterizzò per una forte polarizzazione degli schieramenti di opinione e per toni polemici accesissimi che infiammarono il dibattito pubblico. In particolare agli esordi del secolo, le contrapposizioni tra cattolici, socialisti e liberali trovavano la propria sede di elezione nella battaglia giornalistica, percorsa da slanci polemici affilati e veementi. M.C.

Bibliografia

G. Faustini, Il giornalismo e la diffusione dell’informazione, in A. Leonardi - A. Garbari (edd), L’età contemporanea 1803-1918 (Storia del Trentino, V), Bologna 2003, pp. 413-438; M. Garbari, Due secoli di giornalismo nel Trentino: il quadro politico e istituzionale, in M. Garbari (ed), Giornali e giornalisti nel Trentino dal Settecento al 1948, Rovereto 1992, pp. 19-55.

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